La COP29, in corso a Baku, Azerbaijan, rappresenta un momento cruciale per affrontare le sfide del cambiamento climatico. L’accento è stato posto sul sostegno ai Paesi più vulnerabili e sull’implementazione di strumenti come il mercato del carbonio, previsto dall’Articolo 6 dell’Accordo di Parigi. Tuttavia, mentre emergono alcuni progressi, le decisioni prese sono spesso influenzate da considerazioni economiche e politiche, ostacolando l’adozione di misure realmente efficaci per il pianeta.
Un'Agenda Climatica Ancora Insufficiente
Nonostante l’impegno dichiarato, molti Contributi Nazionali Determinati (NDCs) – i piani dei singoli Paesi per ridurre le emissioni – non sono ancora allineati con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C entro il 2100. Servono azioni più concrete, soprattutto nei settori chiave come energia, trasporti e industria. Durante la sessione plenaria del 13 novembre, la Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha sottolineato la necessità di un mix energetico che includa rinnovabili, gas, biocarburanti e nucleare da fusione.
Questa posizione, pur mirando a un equilibrio, ha sollevato critiche. Secondo il think tank italiano ECCO, investire ancora su gas fossile e infrastrutture hydrogen-ready rischia di rallentare la transizione verso le energie rinnovabili, già pronte per rispondere alle esigenze climatiche. Inoltre, l’enfasi sul nucleare da fusione, benché promettente, non produrrà benefici concreti prima di diversi decenni, lasciando scoperte le urgenze attuali.
Mercato del Carbonio e Supporto ai Paesi Vulnerabili
Uno dei successi di COP29 è stato l’accordo sul mercato del carbonio, che dovrebbe regolamentare lo scambio di crediti di emissione tra le nazioni. Tuttavia, restano dubbi sulla sua reale efficacia: senza regole rigide, il rischio di greenwashing è alto, con i grandi emettitori che potrebbero compensare le emissioni senza ridurle realmente. È essenziale una regolamentazione chiara che favorisca progetti ad alto impatto climatico positivo.
Un’altra questione critica riguarda il sostegno ai Paesi vulnerabili, spesso i più colpiti dagli effetti della crisi climatica. Il fondo annuale di 100 miliardi di dollari, promesso entro il 2020, non è stato pienamente raggiunto, limitando l’accesso alle risorse necessarie per l’adattamento e la mitigazione. Servono meccanismi più efficaci per garantire che i finanziamenti arrivino a chi ne ha più bisogno, con particolare attenzione al trasferimento tecnologico.
Dipendenza dalle Soluzioni Fossili e Mancanza di Normative Vincolanti
La dipendenza dalle fonti fossili rimane un ostacolo significativo. Molti Paesi continuano a investire in infrastrutture legate al gas, ritardando il passaggio a un sistema basato su energie rinnovabili. Inoltre, la mancanza di normative stringenti a livello globale rende difficile un’azione coordinata. Le decisioni prese nelle COP restano spesso volontarie, lasciando ampi margini di inadempienza. Stabilire standard obbligatori per la riduzione delle emissioni e la protezione della biodiversità è essenziale per garantire un cambiamento reale.
Un Futuro da Costruire Insieme
La COP29 può essere un punto di svolta, ma servono scelte coraggiose e immediate per evitare che le ambizioni climatiche restino solo sulla carta. È necessario un cambio di passo, che metta al centro l’ambiente e la giustizia climatica, bilanciando le esigenze economiche con l’urgenza di affrontare la crisi climatica.
Fai la tua parte: informati e sostieni le iniziative per il clima. Ogni azione conta. Se vuoi scoprire come contribuire attivamente al cambiamento, contattaci oggi stesso per idee e progetti concreti. Insieme, possiamo fare la differenza.