La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) è una normativa europea che impone alle aziende di rendicontare in modo trasparente i propri impatti ambientali, sociali e di governance (ESG). L’obiettivo è migliorare la trasparenza e rendere le informazioni sulla sostenibilità comparabili a livello europeo. La CSRD coinvolgerà oltre 50.000 aziende nell'UE, rispetto alle circa 12.000 precedenti, imponendo nuovi standard di rendicontazione basati sui European Sustainability Reporting Standards (ESRS).
Le aziende con più di 500 dipendenti saranno le prime a dover pubblicare i propri bilanci di sostenibilità nel 2025, seguite dalle aziende con più di 250 dipendenti o 50 milioni di fatturato nel 2026, e infine dalle PMI quotate nel 2027. Il termine per il recepimento della direttiva nelle legislazioni nazionali era fissato per il 6 luglio 2024, ma molti Paesi non hanno rispettato questa scadenza.
Procedure di Infrazione Avviate per 17 Stati Membri
Il 16 ottobre 2024, la Commissione Europea ha avviato procedure di infrazione contro 17 Stati membri dell'UE per non aver recepito la CSRD nei termini stabiliti. Tra questi Paesi figurano Germania, Belgio, Spagna e Paesi Bassi. L'Italia, invece, ha approvato il decreto di recepimento il 30 agosto 2024, evitando di incorrere in sanzioni.
Le procedure di infrazione prevedono che la Commissione invii una lettera di costituzione in mora, dando agli Stati due mesi di tempo per rispondere. Se il Paese non adempie, la Commissione può inviare un parere motivato e, successivamente, portare il caso alla Corte di Giustizia dell'UE, con il rischio di sanzioni economiche.
Conseguenze delle Procedure di Infrazione
In Italia, il recepimento tempestivo della CSRD è stato un passo fondamentale per evitare sanzioni e garantire la conformità alla normativa europea. Per le aziende italiane, adeguarsi alle nuove regole è cruciale non solo per evitare multe, ma anche per migliorare la propria reputazione e trasparenza nei confronti di investitori e consumatori.
Secondo una recente analisi del Centro Studi Confindustria, circa il 60% delle aziende italiane con oltre 500 dipendenti si sta già adeguando alle nuove normative CSRD, ma molte piccole e medie imprese non sono ancora pronte. Questo significa che è essenziale per le PMI cominciare a pianificare la conformità alla direttiva per non rimanere indietro e subire potenziali sanzioni economiche.
Come agire
Il recepimento della CSRD è fondamentale per mantenere l'armonizzazione delle politiche di sostenibilità nell'UE e per garantire che tutte le aziende siano valutate su criteri comuni. Se la tua azienda non è ancora pronta, contattaci oggi stesso per una consulenza personalizzata e scopri come adeguarti rapidamente alle nuove normative.